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Roby Facchinetti tra gli amici di ASC Italia

July 27, 2021
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Questa dannata pandemia dovrebbe averci stampato a fuoco nella testa una verità: che la Salute non è soltanto un diritto, ma anche e soprattutto un dovere. Il dovere di tenere sempre alta la guardia nei confronti delle potenziali minacce capaci di compromettere la nostra integrità psicofisica. «In quest’ultimo durissimo anno e mezzo ognuno di noi l’ha sperimentato: basta un niente, un nemico invisibile che alza la cresta da un giorno all’altro, ed eccoci in prima linea seriamente impegnati a difendere il benessere quotidiano. E allora io dico: non snobbiamo la prevenzione. Tuteliamoci con attenzione costante». È la voce – e che voce! – di uno strepitoso artista: Roby Facchinetti, compositore e tastierista dei mitici Pooh.

Coerentissimo col suo pensiero, ha voluto raggiungere il Centro ASC di Castelli Calepio e sottoporsi per la seconda volta all’esame oncologico hi-tech della DWB, la speciale risonanza magnetica che scruta in un sol colpo l’intero organismo a caccia di sospette lesioni maligne, anche di pochissimi millimetri. «Sono venuto a conoscenza di questo test con un passaparola. È stata mia moglie a parlarmene, dopo una chiacchierata con un amico che le aveva riferito come fosse stato possibile, proprio grazie alla DWB, identificare per tempo un cancro. Avevo subito intuito, insomma, che si trattava di un’indagine innovativa, in grado si salvarti la vita», commenta Facchinetti. «E allora non ci abbiamo pensato su due volte», continua il musicista, «ed eccoci entrambi qui. Perché quando c’è in ballo la salvaguardia della salute, non bisogna lasciarsi sopraffare dal pensiero che “meno so, meglio sto”. Il corpo va ascoltato».

Parole che, pronunciate da un signore del pentagramma, acquistano un peso quasi simbolico: nel nostro organismo vige un’armonia mirabile e si alternano ritmi molteplici. Dovremmo tutti imparare a fermarci, a rispettare una sana pausa – giusto per insistere sulla metafora musicale – e prestare la dovuta attenzione a qualche possibile “nota sbagliata”. «Si è comunemente portati a pensare che un artista, come il sottoscritto, non abbia momenti liberi in agenda da dedicare alla salute personale. Ma se io trascurassi il mio “stare bene” come potrei esibirmi per due-tre ore filate sul palco, a cantare e a suonare? Lo stesso vale per ogni altro ambito della vita».

Roby Facchinetti sa bene che la prevenzione si realizza attraverso il check-up periodico, come quello garantito dalla DWB (da replicare annualmente), ma anche… a tavola. «Sono ligio ai dettami della dieta mediterranea». Adora i monopiatti, un’unica portata che include tutti gli alimenti di cui abbiamo bisogno: proteine, carboidrati, vitamine e sali minerali. «Sono un estimatore e collezionista di vini, per cui mi piace accompagnare anche un semplice piatto di spaghetti al pomodoro (che adoro!) con un bicchiere di rosso, che come sappiamo vanta un ottimo potere antiossidante».

Mangia pochissima carne e predilige il pesce. «Ma attenzione: sono fermamente convinto che il segreto della corretta alimentazione risieda non nel proibire questo o quel cibo ma nella gestione oculata delle quantità». E con quest’occhio consapevole alla manutenzione della Salute, Roby Facchinetti (che lo scorso primo maggio ha compiuto 77 anni) continua a macinare progetti musicali. «È stato un anno orribile», dice, «in tutti i sensi, perché a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia i concerti hanno subito un brutale stop e i professionisti del mondo della musica sono rimasti al palo, senza lavoro». Ma i segnali della ripresa ci sono e confortano, e il primo pensiero di Facchinetti e dei Pooh corre al grande amico scomparso nel novembre del 2020, Stefano D’Orazio. «Parsifal è un nostro storico brano, del 1973, un pezzo strumentale di 12 minuti. Assieme a Stefano lo abbiamo trasformato in un’opera di due ore e adesso mi sto prodigando perché il progetto possa debuttare in grande stile. Sì: è il toccante testamento artistico e spirituale di Stefano».

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