Moreno Morello torna in ASC

Novembre 21, 2019
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Moreno Morello, 46 anni da Padova, l’inviato “bianco” di Striscia la notizia è un tipo meticoloso, uno di quelli che vuole sapere i “perché”. Un San Tommaso che vuole sempre toccare con mano. Qualcuno direbbe che è un rompiscatole. Il che, dato il mestiere che fa, è un complimento. Sono quindici anni che ogni settimana parte per l’Italia con il suo operatore e va a investigare per svelare piccole e grandi truffe, per mettere alla gogna televisiva chi raggira la gente, con una particolare predilezione per i falsi guaritori. È la sua specialità. Da giovane vestiva di nero, perché faceva l’arbitro di calcio, naturalmente inflessibile. Poi, con gli studi di giurisprudenza, si è appassionato a truffe e raggiri e, indossato l’abito bianco, ha trasferito la sua competenza nel giornalismo che qualcuno chiama “d’assalto”, ma che è probabilmente soltanto giornalismo.

Con queste premesse, ci fa particolarmente piacere vederlo comparire per la seconda volta all’ASC di Castelli Calepio. È tornato per effettuare il controllo annuale con la DWB, così come è raccomandato dai protocolli scientifici. Perché in due campi Morello è particolarmente meticoloso: il linguaggio (dice che il suo obbiettivo più importante è imparare bene l’italiano, che ama utilizzare in modo preciso e forbito), e la propria salute, alla quale dedica molta attenzione.

«Mi piace molto documentarmi sui temi che toccano il benessere personale. Sono attratto dalla ricerca e dalle scoperte innovative. “Nuove frontiere” che rappresentano anche fonti di grandi speranze. E questo è il vero dilemma. Perché io vedo spesso come la gente sia pronta a credere a qualsiasi cosa, senza entrare nel merito di un certo argomento. Lo verifico puntualmente nel mio lavoro: le persone sono attratte più dalle parole che dal rigore scientifico. Poi ho la fortuna di partecipare a diversi eventi che riguardano la salute, l’assistenza, la prevenzione. E qui non faccio finta di essere uno specialista competente, tutt’altro: vesto i panni del rappresentante del popolo, dell’individuo comune che solleva domande che farebbero tutti. Però mi piace prepararmi, studiare, raccogliere informazioni. E così ho l’occasione di incrociare tante personalità che competenti lo sono sul serio, incontri che mi consentono di essere un comunicatore maggiormente documentato. È attraverso questi circoli virtuosi che ho “scoperto” la DWB. Mi sono informato, ho interpellato diversi medici e alla fine sono giunto alla conclusione: sì, sottoporsi a quest’esame è un gesto importante».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Morello, oltre che arbitro è stato un atleta, in una delle specialità regine dell’atletica, i 400 metri, e tuttora pratica diversi sport, cura il tono muscolare e la potenza aerobica, e ha allestito anche una piccola palestra adiacente alla camera da letto. E naturalmente è molto attento all’alimentazione. Insomma, Moreno crede fermamente nelle strategie preventive per tutelare il proprio benessere psicofisico. «La prevenzione in senso lato è essenziale», conferma. «Penso che non ci sia mai abbastanza cultura della prevenzione tra la gente, e talora nemmeno tra i medici. Per esempio, quest’esame, la DWB, è ancora poco conosciuto tra i camici bianchi, perché si tratta di una novità assoluta, una tecnica d’avanguardia. Quando ne parlo, sono loro che mi chiedono dati e dettagli: ne sono a dir poco affascinati».

Vedere Moreno Morello a Castelli Calepio per la seconda volta ci conforta. Perché si è presentato qui mosso semplicemente dalla solida volontà di salvaguardare la sua salute e non nelle vesti del fustigatore per un servizio al vetriolo del suo Tg satirico. ASC, da questo punto di vista, è davvero fiera di non fare notizia.

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