Andrea Masiello tra gli amici di ASC Italia

Giugno 19, 2019
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“Io sono un esperto di prevenzione”, scherza Andrea Masiello, 34 anni, veterano e colonna portante della difesa dell’Atalanta delle meraviglie, subito prima di sottoporsi all’esame della Diffusion Whole Body, al centro diagnostico ASC di Castelli Calepio. “Per questo voglio provare anche questo”.

Masiello ha dato un contributo fondamentale ai traguardi raggiunti quest’anno dalla sua squadra: finale di Coppa Italia, terza in campionato, partecipazione alla Champions. Ma perché si considera un “esperto” di prevenzione? La risposta sta nei dati: lui è uno dei pochi calciatori che spesso ha superato le 30 presenze in campo all’anno, una cifra che di solito raggiungono soltanto i portieri titolari. Che cosa c’entra questo con la prevenzione?

“Perché credo nella prevenzione, che nel mio caso è soprattutto l’allenamento: è l’unico modo per evitare il più possibile gli infortuni”, spiega.

Andrea Masiello detiene una specie di record non ufficiale: nel 2005-2006, quando era giovane e militava nell’Avellino, è sceso in campo 41 volte nella stessa stagione (anche perché la squadra ha giocato i play-out). Nelle due passate stagioni nell’Atalanta, non più giovanissimo, è sceso in campo 35 e 30 volte. Quest’anno invece l’infortunio è arrivato: un mese e mezzo di stop, “solo” 23 partite. Poco allenamento?

“No, nel mio mestiere l’incidente può sempre capitare. Ma anche in questo caso l’allenamento è stato importante: ho potuto rientrare abbastanza rapidamente e tornare presto al mio massimo livello atletico”.

Ma qui, in ASC Italia, si tratta di una prevenzione un po’ diversa…

“Sì certo, è anche più importante. In realtà ho fatto spesso Risonanze magnetiche che servono appunto a fare una previsione: capire quanto mi sono fatto male e se servirà una settimana, un mese o più per guarire. Ma non sapevo che esistesse una Risonanza che permettesse di fare la stessa cosa con i tumori. Qui si tratta di una previsione veramente vitale”.

Una previsione, aggiungiamo noi , che quando è fatta precocemente può veramente permettere di tornare in campo.

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