CHE COSA FACCIAMO


La Diffusion Whole Body è un esame diagnostico che utilizza un apparecchio di risonanza magnetica di ultima generazione e che permette di individuare tumori anche molto piccoli (dai 3-4 millimetri) in tutto il corpo e in una sola seduta.

Il suo obbiettivo è quindi la diagnosi precoce dei tumori, in modo da poterli aggredire finché sono piccoli e localizzati, con le migliori possibilità di cura possibili. E’ l’evoluzione di un’apparecchiatura normalmente in commercio, che è stata “specializzata” per la rilevazione dei tumori.



DIFFUSION WHOLE BODY


Presso l’Istituto Oncologico Europeo, in otto anni di sperimentazione e in collaborazione con altri centri europei, sono state apportate nuove configurazioni, che ne hanno migliorato le prestazioni, sia per soddisfare le esigenze cliniche sia per ridurre il tempo dell’esame, che all’inizio era molto lungo e che ora è di circa 30 minuti.

Come tutte le RM non utilizza radiazioni e, in questo caso, non richiede l’iniezione di mezzo di contrasto. È quindi un esame non invasivo e del tutto privo di rischi biologici. Si basa su un’idea concettualmente semplice, perché l’esame rileva il movimento delle molecole d’acqua, che quando sono “intrappolate” in un tessuto ipercellulare (come ad esempio il tumore) risultano “brillanti” alla risonanza magnetica. Nel tessuto canceroso, che è appunto ipercellulare, le molecole d’acqua sono più vicine tra loro, si addensano. Questo permette, attualmente, di rilevare alterazioni cancerose di 3-4 millimetri, sufficientemente piccole per un’efficace diagnosi precoce.





Il valore e le caratteristiche della Diffusion Whole Body esposte dal dott. Giuseppe Petralia, Direttore di ASC Italia e vicedirettore dello IEO

L’ESAME



UTILITÀ DELL’ESAME

Eseguibile solo mediante un’apparecchiatura per la risonanza magnetica di ultimissima generazione, è in grado di ottenere in breve tempo migliaia di immagini dettagliate degli organi e dei tessuti, individuando lesioni cancerose anche di pochi millimetri; una dimensione in cui sono ancora allo stadio iniziale e perciò curabili in maniera poco invasiva e con alto margine di successo. Più avanzata rispetto alla tradizionale indagine di risonanza magnetica, la DWB è il risultato di anni di ricerca e di studio, e permette di avere una diagnosi precoce; dunque, in molti casi, addirittura salvavita.


SEMPLICITÀ DELL’ESAME

Fare l’esame DWB è un po’ come sottoporsi a una normale indagine radiologica ma, contrariamente a questa, non è prevista alcuna preparazione specifica: non si devono assumere farmaci, fare ricorso al clisma o digiunare. Dopo le consuete pratiche di accettazione, si accede alla sala d’attesa in cui si procede con la compilazione dei moduli relativi al “consenso informato”.




SVOLGIMENTO DELL’ESAME

Il tecnico sanitario conduce il candidato all’interno dell’area antistante la macchina RM, dove è previsto un colloquio approfondito con il medico radiologo specialista per l’anamnesi e per la valutazione della fattibilità dell’esame. Dopo l’approvazione del medico radiologo, il tecnico sanitario posiziona il paziente sul lettino della RM e ha inizio l’esame. Durante lo svolgimento, il tecnico sanitario è in costante contatto audio e visivo con la persona distesa sul lettino. L’esame DWB non comporta alcun disagio o dolore per la persona che vi si sottopone.


CONCLUSIONE DELL’ESAME

Dopo circa 30 minuti è conclusa l’acquisizione delle immagini; il medico radiologo specialista ne valuta la correttezza e autorizza la conclusione dell’esame. Il paziente lascia il locale della RM, ha un colloquio finale con il medico radiologo specialista dal quale è infine congedato. Una volta terminato l’esame, è possibile tornare alle normali attività senza alcuna limitazione. Tutti gli esami saranno supervisionati da medici radiologi specialisti dello IEO.


L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE


Uno studio pubblicato su Annals of Oncology stima che nel 2014 in Europa saranno evitati 250 mila morti per cancro grazie alla prevenzione. Il perché è ormai risaputo, ma vale la pena ripeterlo: più un tumore è piccolo, maggiore è la sua probabilità di guarigione. E minore è il rischio degli effetti collaterali delle terapie.

Così scriveva nel 2014 su L’Espresso Umberto Veronesi, che individuava due strade maestre per la diagnosi precoce: l’imaging molecolare, che permettesse di individuare marker tumorali nel sangue e l’evoluzione della risonanza magnetica.

Lui stesso infatti promosse presso lo IEO la ricerca sulla Diffusion Whole Body, un tipo di risonanza magnetica studiata per individuare i tumori in fase precoce.


01234567890,01234567890 milioni

i casi diagnosticati nel 2006



01234567890 milioni

i casi diagnosticati nel 2016



01234567890,01234567890 milioni

i casi che si prevedono nel 2020


dati da “I numeri del cancro in Italia 2016” a cura di AIOM e AIRTUM


LE ESPERIENZE



Fabio Armiliato – Tenore

“Abbiamo sempre creduto nella prevenzione, nell’integrità della salute, sul vivere al meglio la nostra esistenza e la nostra arte.”



Simone Moro – Alpinista

“Sono sempre stato molto interessato e attento alla fisiologia del corpo umano, non solo per mantenermi in forma, ma anche per cogliere i segnali di pericolo. Credo che questa attenzione mi abbia salvato la vita più volte”.


PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE


La RM è un grande magnete all’interno del quale è posizionato il paziente. Tramite impulsi a radiofrequenza, gli atomi di idrogeno sono portati alla “frequenza di risonanza”. In questo modo, la macchina RM rileva il segnale emesso dagli atomi di idrogeno (quindi prevalentemente dall’acqua e dal grasso). Il segnale è trasformato tramite computer in immagini anatomiche e funzionali del corpo umano.

Tutto questo avviene senza l’esposizione del paziente ad alcun tipo di radiazioni. La RM è utilizzata routinariamente su pazienti da più di 30 anni, con il vantaggio di avere immagini anatomiche dettagliate senza esposizioni a radiazioni. Da circa 30 anni, sappiamo che con la RM è possibile studiare la diffusione microscopica delle molecole di acqua nel corpo umano (tecnica RM Diffusion) e ricavarne informazioni clinicamente utili [1]. La prima applicazione clinica della RM Diffusion è stata in neurologia e da circa 10 anni è applicata in oncologia [2].

Grazie al progresso tecnologico, da alcuni anni è possibile acquisire con tecnica RM Diffusion immagini dell’intero corpo umano, in breve tempo (Diffusion Whole Body = DWB) [3]. Nel corso degli anni l’esecuzione della DWB e la sua interpretazione è stata standardizzata nei principali centri di ricerca [4] e progressivamente resa disponibile per i pazienti oncologici [5].

Numerose pubblicazioni scientifiche documentano un’accuratezza diagnostica della DWB paragonabile a quella di altre tecniche di imaging whole body più vecchie, ovvero che utilizzano radiazioni e mezzo di contrasto, come la Tomografia ad Emissione di Positroni (PET) e la Tomografia Computerizzata (TC) [6-7].

Le Bihan D, Breton E, Lallemand D, Grenier P, Cabanis E, Laval-Jeantet M. MR imaging of intravoxel incoherent motions: application to diffusion and perfusion in neurologic disorders. 1986 Nov;161(2):
http://tinyurl.com/yb3qnm3n

Padhani AR, Liu G, Koh DM, Chenevert TL, Thoeny HC, Takahara T, Dzik-Jurasz A, Ross BD, Van Cauteren M, Collins D, Hammoud DA, Rustin GJ, Taouli B, Choyke PL. Diffusion-weighted magnetic resonance imaging as a cancer biomarker: consensus and recommendations. 2009 Feb;11(2):
https://goo.gl/QkKZXP

Kwee TC, Takahara T, Ochiai R, Katahira K, Van Cauteren M, Imai Y, Nievelstein RA, Luijten PR. Whole-body diffusion-weighted magnetic resonance imaging. Eur J Radiol. 2009
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19403255

http://www.ejradiology.com/article/S0720-048X(09)00181-8/fulltext

Koh DM, Blackledge M, Padhani AR, Takahara T, Kwee TC, Leach MO, Collins DJ. Whole-body diffusion-weighted MRI: tips, tricks, and pitfalls. AJR Am J Roentgenol. 2012 Aug;199(2):
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22826385

http://www.ajronline.org/doi/abs/10.2214/AJR.11.7866

Petralia G, Padhani A, Summers P, Alessi S, Raimondi S, Testori A, Bellomi M. Whole-body diffusion-weighted imaging: is it all we need for detecting metastases in melanoma patients? Eur Radiol. 2013 Dec;23(12):
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23884300

https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00330-013-2968-x

Yang HL, Liu T, Wang XM, Xu Y, Deng SM. Diagnosis of bone metastases: a meta-analysis comparing 18FDG PET, CT, MRI and bone scintigraphy. Eur Radiol. 2011; 21:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21887484

https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00330-011-2221-4

Li B, Li Q, Nie W, Liu S. Diagnostic value of whole-body diffusion-weighted magnetic resonance imaging for detection of primary and metastatic malignancies: A meta-analysis. Eur J Radiol. 2014; 83:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24355655

http://www.ejradiology.com/article/S0720-048X(13)00607-4/fulltext