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agosto 30, 2018 Dicono di noi

Di seguito un estratto dell'articolo pubblicato sulla rivista Elle (Italy) di Agosto 2018. Per i sani la migliore prevenzione dei tumori sono lo stile di vita corretto e i test di screening della mammella, dell’utero e del colon. Esiste però anche l’esame diagnostico DWB (Diffusion Whole Body) che permette di scrutare l’intero corpo, senza utilizzare raggi o mezzi di contrasto, e di scoprire precocemente la maggior parte dei tumori solidi non indagati con gli screening tradizionali.


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luglio 30, 2018 Dicono di noi

Dottor Petralia, Lei è autore con Riccardo Renzi e Edoardo Rosati del libro La scatola magica contro il cancro e tutte le altre strade per prevenirlo edito da Mind: è possibile prevenire il cancro?
Certamente. Due sono le strade. C’è la prevenzione primaria. È il complesso delle strategie che punta a minimizzare l’esposizione a quegli agenti riconosciuti o sospettati di essere nocivi nell’uomo. Per esempio: visto il ruolo assodato del fumo di tabacco nel carcinoma polmonare, il provvedimento di prevenzione primaria più efficace è la pura e semplice rinuncia alla sigaretta. Poi c’è la prevenzione secondaria: corrisponde alla diagnosi precoce, ovvero l’identificazione della malattia nelle sue iniziali fasi di sviluppo. Significa scovare il tumore in uno stadio assai precoce, così da consentire alle terapie disponibili di prenderlo di petto in maniera efficace per ottenere la guarigione e abbattere la mortalità. Stiamo insomma dicendo che la diagnosi precoce in oncologia è di grandissima importanza, potendo condizionare fortemente il successo della terapia per molti tipi di tumore. La prevenzione primaria, con l’abolizione delle cause cancerogene, è sicuramente cruciale, però bisogna essere franchi: questa strada è sempre di difficile attuazione e richiede tempi di realizzazione assai lunghi. Anche perché, al di là delle sacrosante campagne educative e della buona volontà di ciascuno di noi, bisogna attivare studi epidemiologici ad ampio raggio su popolazioni molto numerose per valutare con metodo scientifico come i fattori che riguardano lo stile di vita o l’ambiente siano correlati all’insorgenza di determinati tumori. Al contrario, una verità più immediatamente a portata di mano è che tante forme di cancro possono essere guarite se diagnosticate precocemente: una missione possibilissima se, a partire da una certa età, ci si sottopone a una serie di periodici “tagliandi” per scovare la malattia al suo primo apparire.

 

Qual è l’importanza della risonanza magnetica Diffusion Whole Body (DWB) nella lotta ai tumori?
Un’importanza fondamentale. La DWB (Diffusion Whole Body) consente di studiare il corpo nella sua interezza, senza esporre a radiazioni e a mezzi di contrasto. L’esame è eseguito con una risonanza magnetica evoluta, studiata per scovare tumori di soli 3-4 millimetri. Abbiamo iniziato a utilizzare e a sviluppare la DWB allo IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, a partire dal 2009, per seguire i giovani malati di melanoma e cogliere eventuali recidive o piccole metastasi. Nel corso degli anni successivi, abbiamo esteso questo esame a pazienti con altri tipi di tumore (mammario, prostatico, linfomi, mieloma multiplo), con risultati anche qui sorprendenti. Parallelamente, la comunità scientifica internazionale ha studiato la DWB e ne ha riconosciuto il ruolo proprio in questi tumori, essendo questo esame ormai previsto dalle linee guida internazionali per il mieloma multiplo, per i melanomi, per i tumori della prostata, ad esempio. Inoltre, grazie alle sue elevate performance diagnostiche e alla sua assoluta innocuità, una DWB annuale è raccomandata dalle linee guida americane anche nei soggetti sani con elevato rischio di sviluppare tumori (ad esempio, i portatori della sindrome di Li Fraumeni). È chiaro che la DWB, proprio per la sua innocuità, si presta egregiamente per studiare anche i soggetti asintomatici (cioè i “sani”), alla ricerca di tumori nascosti e silenziosi. Sono infatti molti gli studi che esplorano questa opportunità: il più grande, in corso in Germania, si propone di arruolare addirittura 30.000 soggetti asintomatici, per vedere la reale prevalenza dei tumori in chi pensa di star bene e non ha nessun sintomo. Anche qui in Italia registriamo questa forte necessità della comunità scientifica e delle persone in generale.  Perché si sa, è una questione medica, ma anche di buon senso: quando il volume tumorale è piccolo, superiori sono le chance di curarlo. Una cordata di imprenditori (impegnata da anni a sostenere la ricerca anti-cancro) è passata dall’intenzione ai fatti, varando un Centro diagnostico d’avanguardia: si chiama ASC (Advanced Screening Centers) e ha aperto i battenti a Castelli Calepio (in provincia di Bergamo). È una struttura pensata per le persone sane, che vogliano tagliare la testa al toro e farsi scrutare con questo esame per battere sull’anticipo il Nemico cancro. Domanda frequente: la DWB sostituisce gli esami di screening “standard” offerti dalla Sanità pubblica (mammografia, Pap-test, colonscopia o ricerca del sangue occulto nelle feci)? Risposta: assolutamente no. Gli esami di screening standard sono semplici, poco costosi e disponibili sul territorio, e possono essere gestiti con il medico di base. Sono insomma fantastici, ma sono inevitabilmente limitati all’organo che indagano (la mammografia dà informazioni solo sulla mammella, e così via). Nessuno invece indaga gli altri organi se non ci sono i sintomi. Chi ad esempio studia i reni, il pancreas, il fegato senza i sintomi? Nessuno: le persone in genere vanno dal medico solo quando hanno dei sintomi, e nel caso dei tumori spesso è troppo tardi. Noi consideriamo la DWB come uno screening oncologico “avanzato”, da eseguirsi ogni 12 mesi in aggiunta a quello “standard”, con lo scopo di studiare tutti gli altri organi mai indagati (appunto, rene, fegato, pancreas, polmoni, ecc.), che io chiamo ironicamente “orfani”, perché nessuno si cura di loro. Noi sappiamo che esiste in molti casi una finestra “magica” resa possibile dalla DWB, in cui possiamo vedere alcuni tumori molto prima dell’insorgenza dei sintomi, quando ancora sono piccoli e in molti casi curabili in maniera poco invasiva. La diagnosi precoce in questi casi ha sicuramente un impatto positivo sulla qualità della vita (possono ad esempio essere risparmiate chirurgie mutilanti o terapie oncologiche pesanti, se il tumore è diagnosticato quando è di piccole dimensioni) e potrebbe anche avere un impatto sulla sopravvivenza.

 

Come funziona la Diffusion Whole Body?
Dicevo che si tratta di un’indagine non invasiva, che permette di studiare l’intero corpo umano, senza radiazioni né mezzi di contrasto. Questo perché con una macchina di risonanza magnetica appositamente configurata riusciamo ad acquisire immagini che sfruttano l’acqua normalmente presente nei tessuti e, grazie a questa, visualizzare i tumori senza la necessità di iniezioni di mezzo di contrasto. In pratica, le molecole di acqua è come se fossero “intrappolate” nei tumori, perché questi hanno una elevata densità di cellule, e noi li vediamo brillanti con la DWB, tanto da poterli distinguere con chiarezza dai tessuti sani. Il paziente attraversa “l’anello” della Risonanza magnetica disteso su un lettino, con una specie di “lenzuolo” addosso, che migliora la qualità delle immagini. L’esame dura circa 35 minuti. Il risultato finale? Una ricostruzione incredibilmente dettagliata dell’anatomia umana, che consente d’individuare tumori anche di appena 3-4 millimetri. E di avviare tempestivamente le cure del caso, se necessario. 

 

Quali sono le regole da seguire per prevenire il cancro? 
Gli specialisti hanno provveduto a stilarle con chiarezza, queste regole, nel Codice europeo contro il cancro, un documento internazionale diffusamente spiegato e commentato nel mio libro. Le norme sono universali, dettate sicuramente dal buon senso, ma soprattutto dai dati che provengono dalla letteratura medico-scientifica. Quindi: non fumare e non consumare alcuna forma di tabacco; far sì che i nostri ambienti siano liberi dal fumo passivo; mantenere un peso corporeo nella norma; svolgere attività fisica ogni giorno; seguire una dieta sana, con molti e vari cereali integrali, legumi, frutta e verdura, limitando gli alimenti ricchi di zuccheri e grassi, le bevande alcoliche e il consumo di carni conservate; evitare un’eccessiva esposizione al sole, soprattutto nei bambini; garantirsi quelle vaccinazioni capaci di opporre un argine anti-cancro, e mi riferisco in particolare ai vaccini contro l’epatite B (per i neonati) e il papillomavirus umano (per le ragazze); aderire, infine, ai citati programmi organizzati di diagnosi precoce per i tumori del colon, della mammella e della cervice uterina. La salute e la qualità di vita ci guadagneranno.

 

Intervista al dott. Petralia ed ai curatori, Edoardo Rosati e Riccardo Renzi

Autore: Fabrizio Caruso 

Testata: Letture.org


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maggio 30, 2018 Dicono di noi

Dal 18 Maggio all'8 Giugno 2018 la città di Bergamo, le amministrazioni locali, diverse associazioni e molti sponsor, tra cui ASC Italia, si sono riuniti per un unico grande scopo, aiutare il prossimo a fianco dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà. Sono tantissimi gli ospiti che hanno partecipato e parteciperanno alla manifestazione Tennis 2018; medaglie olimpiche, tra cui Sofia Goggia e Michela Moioli, ex giocatori atalantini, nuotatori e gli inviati di Striscia la Notizia. Per ASC, farne parte e poter contribuire ad un così importante evento è motivo di orgoglio.


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marzo 20, 2018 Dicono di noi

Umberto Veronesi la chiamò la “scatola magica”. Un radar che poteva guidarci nella regata contro i tumori. Perché grazie a questa apparecchiatura, una tecnica di risonanza magnetica sviluppata in pochi centri al mondo, tra cui l’Ieo di Milano, è possibile arrivare ad una diagnosi molto precoce del cancro. L’idea di Veronesi era quella di scansionare il corpo di un paziente per individuare neoplasie iniziali e poter effettuare diagnosi precoci su persone senza sintomi, sane.


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marzo 19, 2018 Dicono di noi

Nel libro di Giuseppe Petralia la visione di Umberto Veronesi diventa realtà. A cura dei giornalisti UNAMSI Riccardo Renzi e Edoardo Rosati MILANO – Umberto Veronesi la chiamava con ironia ‘la scatola magica’, ed e’ la più recente evoluzione della Risonanza magnetica, conosciuta con la sigla DWB, con la quale e’ possibile fare scansioni dell’intero corpo e identificare lesioni tumorali piccolissime, dell’ordine di 3-4 millimetri, in immagini tridimensionali ad alta risoluzione.