Corriere della Sera: Castelli Calepio, con la macchina scova tumori prevenzione anche tra i vip

febbraio 10, 2018
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A un anno dall’inaugurazione funziona a pieno regime l’Advanced screening center, in cui si pratica la «Diffusione Whole Body», che permette di scovare tumori anche di dimensioni davvero ridotte. La provano Giacomo Agostini e anche Mattia Pasini.

A un anno dall’inaugurazione, è tempo di un primo bilancio per la Diffusione Whole Body (DWB), una tecnica di screening totale che permette di scovare tumori di dimensioni ridotte (3-4 millimetri) senza impiegare raggi X né mezzi di contrasto. «Il centro ASC (Advanced screening centers) di Castelli Calepio — dice il dottor Giuseppe Petralia, vicedirettore di radiologia all’Istituto europeo di oncologia e consulente del centro — è l’unico in Italia che esegue solamente la scansione in soggetti che non presentano sintomi e non hanno una storia oncologica. Questo screening avanzato non sostituisce i controlli della sanità pubblica, come mammografie, pap test e controlli del colon, ma può servire per quegli organi che vengono tenuti meno sotto osservazione».

In un anno le persone che si sono sottoposte alla DWB sono state più di 530. Lo screening dura mezz’ora e viene effettuato da una macchina a forma di anello dove si entra sdraiati su un lettino. Individua anche lesioni a uno stadio iniziale, su cui si può intervenire tempestivamente. In alcuni casi, come accade anche per le altre tecniche come la pet, l’esito necessita di approfondimento o di esami aggiuntivi da fare nei due o tre mesi successivi.

Per questo i dati preliminari riguardano i 394 soggetti che hanno fatto l’esame prima di ottobre. Tra di loro, sono stati individuati 4 casi di cancro, una percentuale (1%) in linea con i dati internazionali (tra l’1 e il 2%). Nella quasi totalità dei soggetti studiati (382, cioè il 97%) sono state trovate formazioni benigne o piccole anomalie non rilevanti dal punto di vista clinico.

Dei quattro casi di tumore, «due erano vescicali, in stadio iniziale, in un uomo e un una donna attorno ai 60 anni — spiega Petralia —. Sono stati asportati con un’operazione chirurgica poco invasiva. In un uomo di 55 anni abbiamo trovato un tumore operabile alla prostata. In una donna tra i 40 e i 50 anni abbiamo invece individuato un tumore al colon in stadio avanzato, con metastasi. La paziente è stata indirizzata a un oncologo e sta facendo il ciclo di chemioterapia».

La DWB è stata inaugurata con un esame all’alpinista Simone Moro. Altri sportivi nel corso di quest’anno si sono sottoposti al test. «Il nostro corpo è come un motore — dice Giacomo Agostini, classe 1942, quindici volte campione del mondo di motociclismo —. Se non lo fai andare fuori giri, se presti attenzione a qualche “rumore” che prima non c’era, ti dura 100 chilometri. Ma se lo trascuri o maltratti, ecco che grippa o si rompe un pistone. Non sono un maniaco della salute e nemmeno fa bene, credo, medicalizzare in modo estremo la propria esistenza. Però è sacrosanto dedicare la giusta premura al nostro organismo», è il suo parere.

Si sono sottoposti al test anche due atleti che corrono in Moto2, il bergamasco Andrea Locatelli (22 anni) e il riminese Mattia Pasini (32). Locatelli parla della cura del corpo a partire dalla tavola, «limitando i cibi da trattare con attenzione». «Per me — dice Pasini — la risonanza è sempre stato un esame utile per controllare i danni dopo un infortunio. Per cui ho trovato innovativa e promettente la possibilità di studiare un corpo sano». I dati di ogni analisi vengono archiviati e saranno messi a disposizione della comunità scientifica.

 

Autore: Gisella Laterza

Testata: Corriere della Sera | Bergamo

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