È realtà la “Scatola magica che scova i piccoli tumori”

luglio 6, 2017
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Un nuovo strumento che fa un esame non invasivo dell’intero corpo, è capace di individuare masse piccolissime e silenziose permettendo così di avere più chance per sconfiggere il cancro. Non usa radiazioni ed è destinato, oltre a visualizzare eventuali metastasi, anche a chi è sano. La DWB è all’opera allo IEO di Milano e, da poco, alle porte di Bergamo. Ecco come funziona. A seguire: Bari 1943, la disastrosa Pearl Harbor pugliese all’origine della chemioterapia.

Umberto Veronesi, nella sua infinita guerra contro l’Uomo Nero chiamato Cancro, l’aveva sognata e preconizzata: una macchina diagnostica capace, col suo occhio hi-tech, di scattare una fotografia meticolosa del nostro organismo. Una sorta di “Polaroid corporea”, in grado d’immortalare in un colpo solo tutti gli organi interni. Con una mission ben precisa: stanare un tumore sul nascere. Come dire: serve perseveranza nel gestire a dovere la propria salute con i classici “sani stili di vita”, ci vuole aderenza agli screening oncologici (per la mammella, l’utero e il colon), ma ben venga anche la possibilità di sottoporsi a un innovativo esame diagnostico progettato per la diagnosi precoce… visiva. Già: si chiama DWB (Diffusion Whole Body) la “scatola magica” sognata da Veronesi e consente di scrutare il corpo nella sua interezza, senza esporre il paziente a radiazioni e a mezzi di contrasto. Sì, perché questa macchina è, in sostanza, una Risonanza magnetica evoluta – quindi una grossa calamita che non emette raggi X –, studiata per fiutare tumori di soli 3-4 millimetri.

Finora era destinata ai malati oncologici

In Italia esisteva un unico centro (nel globo sono una decina) capace di fornire esami in massa di questo tipo (circa mille test nel 2016). Dove? All’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), il polo oncologico fondato dal professor Veronesi alle porte di Milano. Qui l’esperienza sul campo della macchina è cresciuta vagliando, per sette anni, la schiera dei malati oncologici, in special modo i pazienti ad alto rischio di ricadute, per visualizzare eventuali metastasi. Anche per addestrare il giusto “sguardo”, cioè la capacità clinica di distinguere il maligno dalla norma.

Dopo le rigorose conferme sulla popolazione dei malati, il grande salto, ovvero: perché non sfruttare le performance del dispositivo pure per la diagnosi precoce negli individui sani? Perché si sa: più il “nemico” è piccolo, maggiori sono le chance di annientarlo. Come sintetizza il dottor Giuseppe Petralia, radiologo dello IEO, che ha lavorato alla messa a punto dell’esame,

Si tratta di un ulteriore passo avanti nella diffusione della prevenzione oncologica: cavalcare l’enorme potenziale di questa Risonanza magnetica altamente specializzata per evidenziare lesioni di piccole dimensioni in chi sta sostanzialmente bene.”

Grazie a una cordata di imprenditori (da anni impegnata nella lotta ai tumori), la DWB è ora disponibile presso un Centro diagnostico privato. Si chiama ASC, Advanced Screening Centers, e ha aperto i battenti sei mesi fa, a Castelli Calepio, in provincia di Bergamo. Chi desidera sottoporsi all’esame (che costa 1.000 euro; 200 per i meno abbienti, con l’istituzione di una lista d’attesa) potrà poi contare, risultati alla mano, sulla supervisione dello stesso team di medici che ha provveduto a sviluppare la nuova tecnologia.

Il Centro ha collezionato finora già 400 esami e prevede, nei suoi palinsesti anticancro, lo spazio per altre due apparecchiature (la ASC, infatti, non ha scopo di lucro: per statuto, gli eventuali utili potranno essere soltanto reinvestiti sia nell’ampliamento della sede, sia per finanziare l’accesso, a prezzo basso, alle fasce meno facoltose della popolazione).

 

Cordata di imprenditori senza scopo di lucro

Grazie a una cordata di imprenditori (da anni impegnata nella lotta ai tumori), la DWB è ora disponibile presso un Centro diagnostico privato. Si chiama ASC, Advanced Screening Centers, e ha aperto i battenti sei mesi fa, a Castelli Calepio, in provincia di Bergamo. Chi desidera sottoporsi all’esame (che costa 1.000 euro; 200 per i meno abbienti, con l’istituzione di una lista d’attesa) potrà poi contare, risultati alla mano, sulla supervisione dello stesso team di medici che ha provveduto a sviluppare la nuova tecnologia.

Il Centro ha collezionato finora già 400 esami e prevede, nei suoi palinsesti anticancro, lo spazio per altre due apparecchiature (la ASC, infatti, non ha scopo di lucro: per statuto, gli eventuali utili potranno essere soltanto reinvestiti sia nell’ampliamento della sede, sia per finanziare l’accesso, a prezzo basso, alle fasce meno facoltose della popolazione).

 

Si affianca ai classici screening

Domanda: ma questo esame sostituisce in qualche modo gli altri tradizionali test per la prevenzione oncologica? Per intendersi: mammografia, Pap-test, colonscopia, controlli della prostata… Con la DWB, in pratica, è come effettuarli tutti in una volta? No, rispondono i medici dello IEO. L’importanza dei classici screening oncologici offerti dalla Sanità pubblica non si tocca. Diciamo piuttosto che adesso esiste l’opportunità di affiancarli con una sofisticata strumentazione diagnostica che va a sondare anche le restanti cruciali aree corporee, come fegato, ossa, reni e pancreas. Rischi di «falsi positivi», cioè che si evidenzino “ombre” in realtà innocenti? «Nella nostra esperienza allo IEO», risponde il dottor Petralia, «la percentuale è bassissima, sovrapponibile ai risultati della PET: inferiore al 10 per cento».

 

 

 

(testo di Edoardo Rosati* per Giannella Channel)

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