Brescia – Teatro Grande: Daniela Dessì Gala

giugno 10, 2017
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Il 25 maggio si è tenuta presso il Teatro Grande di Brescia la serata intitolata “Daniela Dessì Gala” voluta fortemente da Fabio Armiliato a poco meno di un anno dalla scomparsa della grandissima artista ligure, bresciana d’adozione. Una serata organizzata benissimo dove tutto ha funzionato perfettamente e le emozioni, date soprattutto dal ricordo costante dell’indimenticabile Daniela Dessì, si sono susseguite incessantemente. Ma soprattutto un evento nato con l’importante scopo di presentare la neonata “Fondazione Daniela Dessì” e quindi farne conoscere le finalità.

Fabio Armiliato: “Fare sempre più prevenzione, affinché il canto della vita continui. Questo il messaggio con cui volevo aprire la serata. Ricordiamo Daniela che del canto ha fatto la sua ragione di vita, ma non parliamo solo di canto e di musica, perchè Daniela era attentissima ai problemi sociali, al percorso spirituale delle persone e l’idea di poter fornire messaggi utili e positivi per gli altri, per provare a migliorarne la qualità della vita – soprattutto rivolta ai giovani – era uno dei suoi sogni. Da qui, questa sera, nasce la fondazione che porta il suo nome. Raccontare esperienze, informare e fare si che magari gli errori non si ripetano. Da una parte quindi la prevenzione delle malattie e soprattutto di quelle di cui si parla meno e che possono essere veramente fatali se non prese in tempo (ad esempio il tumore al colon) e dall’altro la prevenzione Andales che vuol dire cercare di fornire informazione e lavorare su questo per migliorare la qualità della vita in funzione del benessere. La Fondazione Daniela Dessì si propone quindi di perseguire finalità educative verso la musica, il canto, la letteratura, il cinema, lo sport e verso tutte le forme d’arte e di cultura che possono aiutare una migliore qualità di vita anche proprio in funzione preventiva verso tutti quei disagi che possono poi potenzialmente trasformarsi nel tempo in patologie anche gravi. Daniela tre anni fa aveva fatto tutti gli esami meno uno: la colonscopia, perchè anche lei, come tanti, diceva che era un esame fastidioso, invasivo. Purtroppo le era anche stato detto che avrebbe potuto aspettare; aveva 56 anni. Questo non dovrebbe mai succedere e l’informazione in coordinamento con le istituzioni e tutte le realtà che si interessano di questo tema è lo scopo principale e la finalità della Fondazione Daniela Dessì. Per questo abbiamo scelto di sostenere anche la ricerca verso il perfezionamento di strumenti di diagnostica sempre più precisi e meno invasivi in quanto è solo attraverso la prevenzione che si possono affrontare certe patologie con la speranza di poterle sconfiggere. Ci parlano di questo argomento il Prof. Massimo Bellomi ed il Prof. Giuseppe Petralia, entrambi dello IEO di Milano. Ci parleranno di tecniche avanzate e innovative per la prevenzione messe a punto da tempo e che ora sono a disposizione presso l’Advanced Screening Centers di Castelli Calepio, una realtà già avviata in questa direzione.”

Prof. Massimo Bellomi: “Buonasera. Io mi occupo di tumori dal 1977 e in questi quarant’anni sono stati sviluppati tantissimi farmaci molto costosi, sono state sviluppate nuove tecniche chirurgiche ma, la riduzione della mortalità dal cancro che stiamo vivendo, la sopravvivenza degli ammalati di tumore in costante aumentando è dovuta quasi esclusivamente alla diagnosi precoce ed alla capacità di trovare il tumore quando è ancora piccolo. La mammografia, la colonscopia, il pap test, il PSA hanno sicuramente salvato più vite di qualsiasi altra cosa sia stata inventata negli ultimi anni. Noi qualche anno fa con Giuseppe Petralia, spinti con forza da Umberto Veronesi che credeva tantissimo in queste cose, abbiamo cercato di sviluppare un sistema, una macchina che ci permettesse di guardare un po’ in tutto l’organismo non limitandoci solo agli organi del “solito” screening quali la mammella o il colon ma cercando di guardare dentro di noi e di analizzare soprattutto quegli organi che sono “dimenticati” il pancreas, la tiroide, il rene, i tumori del sangue e così abbiamo sviluppato questa tecnologia che Umberto aveva battezzato come “la scatola magica” – a lui piacevano molto queste cose – e dopo un po’ di anni siamo riusciti a farla funzionare. Ora siamo entusiasti di questa invenzione che sta iniziando a diffondersi nel mondo e siamo riusciti ad aprire questo primo centro al mondo a Castelli Calepio che fa solo questo nuovo tipo di esame.”

Prof. Giuseppe Petralia: “Cerco di spiegarvi cos’è questo esame in poche parole e senza annoiarvi. Si chiama “Diffusion Whole Body” ed è un esame fatto con risonanza magnetica che ci consente di studiare l’intero corpo senza radiazioni e senza iniezioni di mezzo di contrasto; tutto in circa trenta minuti quindi in maniera molto comoda e confortevole per chi si sottopone. Il concetto che sta alla base è la diffusione delle molecole di acqua – che è una proprietà fisica delle molecole stesse – descritto per la prima volta ai primi dell’Ottocento da Robert Brown al quale nel 1905 dette una rigorosa spiegazione fisica Albert Einstein. Ci sono voluti circa ottant’anni perchè le teorie di Einstein venissero trasferite nella vita reale e in medicina. In pratica, le molecole di acqua che sono intrappolate in un tessuto ipercellulare, si vedono brillanti in questo particolare tipo di risonanza magnetica. Quindi i tumori che sono ipercellulari ed hanno più cellule rispetto ai tessuti sani circostanti, si vedono molto più brillanti e noi possiamo, da radiologi e medici, vedere tumori anche molto piccoli, anche di tre o quattro millimetri, senza sottoporre il paziente a radiazioni e senza iniettare mezzo di contrasto. Brevemente, come è nata l’idea? È nata grazie ad un’amicizia. Tutti nei primi anni 2000 iniziavamo ad utilizzare questa tecnica nuova di risonanza per studiare i singoli tumori; io stesso andai nel 2007 a perfezionarmi a Londra dove c’è un professore molto bravo dell’Institute Cancer Research. Due anni dopo, nel 2009 in seguito all’amicizia che era nata, ci incontrammo in un ristorante dove mi diede un prototipo su un dischetto, per me rivoluzionario ai tempi, che poteva applicare la diffusione, cioè questo tipo di risonanza magnetica, non più a singoli segmenti ma a tutto il corpo. Da quel momento mi misi al lavoro con un fisico americano – che lavora con noi – allo scopo di a mettere a punto la nostra Diffusion Whole Body e nel 2009 abbiamo fatto il primo esame su un paziente; così è nato la DWB allo IEO (Istituto Europeo di Oncologia) di Milano dove lavoriamo. Da allora ho iniziato a farla ai pazienti che ne avevano bisogno, soprattutto i giovani ammalati di tumore per i quali mai avrei voluto sottoporli a radiazioni e mezzi di contrasto. Pian piano le richieste cliniche sono diventate pressanti, l’esame è stato esteso a tutti i tumori infatti ne facciamo più di 800 all’anno. Abbiamo visto, confortati dalla letteratura che i risultati ottenuti sono stati molto positivi e siccome sono a costo biologico zero, cioè senza radiazioni e senza mezzo di contrasto, abbiamo iniziato a fare lo screening su soggetti sani per prevenzione. Le richieste sono state tanto numerose che allo IEO non abbiamo più potuto soddisfarle tutte e quindi è nata la nostra collaborazione scientifica con ASC di Castelli Calepio che, come ha detto il Prof. Bellomi, è il primo centro che si occupa solo di soggetti sani e fanno questo esame per prevenzione. Chi può fare questo esame? Tutti i soggetti sani possono farlo ma attenzione, è per tutti coloro che vogliono qualcosa in più rispetto allo standard; quindi lo standard deve essere fatto: la colonscopia o quanto meno l’esame occulto nelle feci, il pap test, la mammografia, il PSA. Perchè questo esame non sostituisce lo standard ma mira a controllare tutti gli altri organi che nessuno indaga.”

Accanto a contenuti tanto impegnativi e importanti per la vita di tutti, si è alleggerita un po’ la tensione con la parte musicale a cui hanno partecipato molti artisti amici di Daniela che si sono esibiti con professionalità, generosità e entusiasmo. Un concertone lirico a cui hanno preso parte Carlo Colombara, Luciana D’Intino, Norma Fantini, Barbara Frittoli, Renata Lamanda, Federico Longhi, Mario Malagnini, Marta Mari, Michele Pertusi, Juan Pons e naturalmente Fabio Armiliato. Sul podio a dirigere cantanti e l’Orchestra Filarmonica Italiana si sono sono alternati Marco Boemi e Valerio Galli. Ogni artista prima della propria esibizione ha offerto al pubblico un personale e simpatico ricordo della compianta Daniela. La proiezione di alcuni celebri e significative arie cantate dalla Dessì ha aggiunto grande commozione alla serata. Simpatica e toccante anche la partecipazione della celebre ginnasta Vanessa Ferrari che in occasione della sua ultima prova olimpica a Rio de Janeiro si era esibita sulle note del Nessun Dorma vocalizzate (le parole per regolamento olimpico non sono consentite) proprio da Daniela Dessì e Fabio Armiliato. Alla buona riuscita.

 

Testata: OperaClick.com

Autore: Danilo Boaretto