La diagnosi tumorale d’avanguardia ora è approdata anche a Bergamo

marzo 8, 2017
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È balzata alle cronache nel 2007 con il nome di “scatola magica”: una sorta di risonanza magnetica, molto più perfezionata e accurata, installata all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, capace di rilevare lesioni tumorali, anche metastatiche, di piccolissime dimensioni, specie in pazienti già affetti da malattia o a rischio di recidiva. Oggi però c’è una novità: perché la Diffusion Whole Body, la Dwb, secondo il nome corretto dello strumentario, verrà utilizzata presso il centro ASC, Advanced Screening Centers di Castelli Caleppio, in provincia di Bergamo, a scopo preventivo, cioè in pazienti sani, con l’intento di diagnosticare l’eventuale malattia in fase molto precoce, quando è ancora asintomatica e con migliori probabilità di successo terapeutico.

Cos’è questa “scatola magica”. Riesce a fare, in un tempo medio di 30 minuti, che nel futuro si stima di poter ridurre a 15 minuti, l’intera scansione del corpo, localizzando alterazioni nella morfologia sana dei tessuti anche quando le lesioni hanno dimensioni di 3-4 millimetri di diametro, grazie a immagini tridimensionali e assiali ad alta risoluzione. Rispetto alla Pet (tomografia a emissione di positroni), la scatola magica non fa uso di mezzo di contrasto né di radiazioni ionizzanti, consentendo dunque l’impiego anche in donne in gravidanza o in pazienti molto giovani. E questo mantenendo una sensibilità e specificità pari al 90 per cento, con una capacità diagnostica e di rilevazione di lesioni sospette anche in organi che non possono essere sottoposti a screening, i cosiddetti organi orfani, quali fegato, ossa pancreas e linfomi.

Fanno eccezione il tumore del colon e della mammella, dove è meglio ricorrere a indagini più tradizionali, come la mammografia, ad esempio, per i tumori del seno. La Dwb non va comunque considerata un esame in sostituzione degli screening di efficacia consolidata, ma soltanto come un’opportunità, laddove è necessario avere informazioni più precise sulle malattie, particolarmente utili nel caso di organi difficili.

Un esame complesso e all’avanguardia. La Dwb fornisce immagini non solo tridimensionali, ma anche sensibili alla diffusione microscopica. La metodica è cioè in grado di monitorare il movimento delle molecole d’acqua, le quali, quando si trovano in un tessuto ipercellulare, ovvero maligno come quello tumorale, risultano più “brillanti”. In particolare, nel tessuto tumorale le molecole d’acqua accorciano le distanze, si ‘densificano’ sistemandosi le une più vicino alle altre.

Un esame accurato, dunque, ma di difficile interpretazione, dicono gli esperti, almeno in ambito oncologico. Infatti, per leggere correttamente i risultati, occorre un’elevata competenza, perché le informazioni che la Dwb fornisce sono moltissime e potrebbero indurre in errore: ad esempio nel rischio di  sovradiagnosi o di falso positivo, identificando una lesione come tumorale quanto in realtà non lo è, con tutte le implicazioni che ne conseguono. Ragion per cui per l’esecuzione della Dwb è fondamentale rivolgersi a centri altamente specialistici e con professionisti di qualità e larga esperienza.

Le prospettive. Quando la metodica fu lanciata e presentata allo IEO, si auspicava un utilizzo che esulasse dal campo esclusivamente oncologico, ampliando la fruibilità dell’esame anche a pazienti sani con lo scopo di prevenire, arrivando a scovare la malattia in fase iniziale, così da avere maggiori possibilità di guarigione. L’esecuzione dell’esame a scopo preventivo è a carico totale del paziente, mentre è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale in caso di  approfondimento. A Bergamo, presso il Centro ASC Italia, l’obiettivo preventivo, su pazienti sani, è stato raggiunto. Un fiore all’occhiello per la città e la sua cittadinanza.

 

 

 

Link: http://www.bergamopost.it/occhi-aperti/la-diagnosi-tumorale-davanguardia-ora-approdata-anche-bergamo/

Autore: Francesca Morelli