La scatola magica che aiuta a prevenire il cancro

febbraio 17, 2017
1.jpg?fit=850%2C556

Una scatola magica. È l’espressione utilizzata da Umberto Veronesi per indicare la risonanza magnetica in grado di scansionare tutto il corpo di un paziente alla ricerca di possibili neoplasie allo stadio iniziale.

Presso l’Istituto europeo di oncologia di Milano, la «Diffusion whole body» (Dwb) è in esercizio già da alcuni anni, ma finora è stata usata per lo più su soggetti già colpiti dalla malattia allo scopo di verificare lo sviluppo della stessa.

Ora, tuttavia, è stato inaugurato un centro in provincia di Bergamo specializzato nell’esecuzione della Dwb per la prevenzione oncologica nelle persone sane. L’obiettivo è quello tracciato proprio dal celebre oncologo, ovvero arrivare a una diagnosi di tumore in fase asintomatica, il che accrescerebbe esponenzialmente le possibilità di guarigione.

La tecnica consente una scansione dell’intero corpo, permettendo di identificare lesioni di minime dimensioni, fino a 3-4 millimetri di diametro, in immagini tridimensionali e assiali ad alta risoluzione.

«Allo Ieo usiamo la Dwb dal 2009», ricorda Massimo Bellomi, primario di Radiologia dell’istituto. «La usiamo soprattutto nel monitoraggio dei malati, per controllare chi è ad alto rischio di recidiva, per cercare eventuali metastasi e anche per le donne in gravidanza e i pazienti molto giovani, in quanto l’esame non comporta l’uso di mezzi di contrasto né l’esposizione a radiazioni».

Rispetto alla tomografia a emissione di positroni (Pet), infatti, la Dwb non presenta rischi ma al contempo ha tassi di sensibilità e specifità sovrapponibili.

«La Dwb ha il vantaggio di indagare in un solo esame tutti gli altri distretti corporei non sottoposti a screening, in particolare i cosiddetti “organi orfani” quali fegato, ossa, pancreas, linfomi», spiega Bellomi.

L’esame non è efficace, invece, nel tumore del colon e della mammella, per i quali ha una capacità di analisi inferiore alla mammografia.

«La Dwb rileva il movimento delle molecole d’acqua che, quando sono “intrappolate” in un tessuto ipercellulare, risultano “brillanti” alla Rm. Nel tessuto canceroso, che è appunto ipercellulare, le molecole d’acqua sono più vicine tra loro, si addensano. Questo permette, attualmente, di rilevare alterazioni cancerose di 3-4 millimetri, sufficientemente piccole per un’efficace diagnosi precoce», spiega Giuseppe Petralia, viceprimario radiologo allo Ieo.

Il limite dell’esame è principalmente nel fatto che per l’analisi dei risultati serve un addestramento specifico e molta esperienza, aspetti fondamentali per ridurre al minimo il rischio di falsi positivi e negativi.

I dati indicano però percentuali accettabili, intorno al 9,6 per cento per i falsi positivi e al 10,2 per cento per quelli negativi. L’esame ha una durata di 30 minuti, ma nel corso degli anni il progresso della tecnologia dovrebbe portarla a circa 15 minuti.

 

Data: 17/02/2017

Link: http://www.italiasalute.it/6335/pag2/La-scatola-magica-aiuta-a-prevenire-cancro.html

Autore: Andrea Piccoli