L’esame total body che scova i tumori

febbraio 8, 2017
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Quando Umberto Veronesi vide per la prima volta questo super-macchinario nel suo Istituto europeo di oncologia (leo), esclamò: «È la scatola magica!». Sono passati 10 anni dalle prime applicazioni, e la risonanza magnetica total body, in grado di scandagliare tutto il corpo alla ricerca di linfonodi, metastasi e tumori quasi invisibili, è cambiata radicalmente. Una delle sue versioni più avanzate si chiama Dwb (Diffusion whole body): ha un’altissima definizione (immagini sempre più chiare) e i radiologi che ieri all’Ieo la usavano per i malati di tumore oggi iniziano a impiegarla per fare prevenzione.

UN CHECK ALTAMENTE ATTENDIBILE

«Siamo stati il primo centro italiano a utilizzarla (nel mondo ce ne sono solo 10), con un alto numero di esami (1300 nel 2016)», spiega il professor Massimo Bellomi, direttore della divisione di radiologia dello leo. «Grazie all’esperienza maturata (la tecnologia è meravigliosa, ma ci vuole sempre chi la sappia usare al meglio), abbiamo ottenuto risultati diagnostici così confortanti da poterla proporre anche alle persone sane. La Dwb, come esame avanzato oncologico, dà risultati sovrapponibili alla Pet (il test che nel campo dei tumori garantisce le diagnosi più attendibili) e, in certi casi, maggiori: la sua sensibilità, infatti, è superiore sia nel trovare le metastasi sia nello scovare i tumori ossei. E i falsi positivi (cioè i casi nei quali si vede un tumore che non c’è) sono inferiori al 5%. Individua inoltre anche i linfonodi positivi e tutti i tipi di tumore sopra i 3 mm».

L’ALTRO PUNTO DI FORZA: NON È INVASIVO

«Altro vantaggio indubbia è che non emette radiazioni e non richiede l’uso del mezzo di contrasto», aggiunge Giuseppe Petralia, radiologo leo ed esperto di Dwb. «Questa risonanza non sostituisce gli screening tradizionali (sangue occulto, colonscopia, Pap test, mammografia), ma la scommessa è di utilizzarla nelle persone sane per intercettare la malattia, ovunque sia, in uno stadio che permetta la guarigione». conclude il professor Bellomi.

(Dove farla, costi, le avvertenze) Gli esperti dell’Istituto europeo di oncologia eseguono la Dwb come forma di check up in un centro privato a Sarnico, in provincia di Bergamo. Questo il primo di una serie di strutture che apriranno in futuro. La società, non a scopo di lucro, si chiama Asc (Advanced screening centers): i ricavi degli esami sono destinati alla ricerca e a borse di studio. Il costo del test è di 1000 euro. Attualmente il centro è in grado di fare 1800 test all’anno, il 10% dei quali è riservato alle persone con un reddito Isee inferiore al5mila euro annui, al prezzo di 200 euro. «La risonanza è sconsigliata alle donne in attesa e ai portatori di pace-maker», avverte il radiologo Giuseppe Petralia. Info: asc-itaiia.it

 

Autore: Alessandro Pellizzari

Testata: Starbene