Test per scoprire i tumori – il Diffusion Whole Body individua cellule cancerogene di soli 3-4 millimetri

febbraio 5, 2017
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La diagnosi precoce è fondamentale nella cura neoplastica. Uno stile di vita sano unito a test di screening dei tumori della mammella, dell’utero e del colon, come raccomanda il sistema sanitario nazionale, sono preziosi.

Ora è disponibile un nuovo esame: DWB (Diffusion Whole Body), permette di scrutare l’intero corpo, senza utilizzare raggi o mezzi di contrasto, quindi in piena sicurezza, e scoprire precocemente la maggior parte dei tumori solidi non indagati con gli screening tradizionali. E’ la più recente evoluzione della risonanza magnetica (RM – total body), effettua scansioni dell’intero corpo e identifica lesioni fino a 3-4 millimetri di diametro in immagini tridimensionali ad alta risoluzione. Fino a oggi in Italia esisteva un unico centro (nel mondo sono una decina) che eseguiva esami di questo tipo ad alto volume (circa 1.130 esami nel 2016), presso l’Istituto Europeo di Oncologia, l’istituto fondato da Umberto Veronesi alle porte di Milano. Qui è stato sperimentato per sette anni soprattutto nella ricerca di metastasi in persone già ammalate. Ora l’esame della Diffusion Whole Body è disponibile per la prevenzione oncologica nelle persone sane, anche nel nuovo centro Asc Italia (Advanced Screening Center) appena inaugurato a Castelli Calepio, in provincia di Bergamo.

Gli esami saranno gestiti da specialisti formati presso lo IEO. Pur essendo un centro privato a pagamento la ASC non ha scopo di lucro: gli eventuali profitti verranno reinvestiti.

“Allo IEO usiamo la DWB dal 2009”, precisa Massimo Bellomi, direttore della divisione di radiologia dell’Istituto. “Siamo tra i primi al mondo, in Europa abbiamo iniziato in contemporanea a due ospedali londinesi, il Royal Madsen e il Mount Vernon. La utilizziamo soprattutto per seguire i malati, per controllare chi è ad alto rischio di recidiva, per cercare eventuali metastasi e anche per le donne in gravidanza e i pazienti molto giovani, perchè l’esame non comporta radiazioni o mezzi di contrasto. Fin dall’inizio l’idea era di utilizzarla anche per la diagnosi precoce nelle persone sane, perchè pensiamo possa essere un ottimo strumento di diagnosi precoce, ma riusciamo a fare pochi esami di questo tipo, perchè dobbiamo dare la precedenza ai malati. Sappiamo che non può essere proposta come uno screening per la popolazione in generale, per i costi elevati, ma la diagnosi precoce è sempre vantaggiosa a livello individuale. La DWB non sostituisce gli screening tradizionali e consolidati, ma si può aggiungere ad essi, perchè ha il vantaggio di indagare in un solo esame tutti gli altri distretti corporei non sottoposti a screening, in particolare fegato, ossa, pancreas, linfomi”. Solo un’adeguata esperienza può limitare il rischio di sovradiagnosi, di falsi positivi, con tutto quel che comportano. Sono pochi gli studi pubblicati sull’applicazione della DWB su persone sane, visto che al tecnica è nata pochi anni fa. Un lavoro allo Ieo riguarda la ricerca di metastasi da melanoma con questa metodica. I dati di questo nuovo esame utilizzato soltanto per i sani saranno oggetto di studi epidemiologici che riguarderanno anche le applicazioni. In Germania è in corso dal 2013 un gigantesco studio prospettico che si chiama NAKO in cui è previsto che 200mila cittadini sani saranno sottoposti a una serie di test, tra i quali la Whole Body per 30mila persone in cinque centri diversi.

 

Il Giornale – pag.34

Autore: Luigi Cucchi